METTERSI in GIOCO

...rivivere la Speranza

Papa Francesco, nell’omelia dell’1 marzo, Benedizione e imposizione delle ceneri, diceva:

“Quaresima è il tempo per tornare a respirare, è il tempo per aprire il cuore al soffio dell’Unico capace di trasformare la nostra polvere in umanità. Non è il tempo di stracciarsi le vesti davanti al male che ci circonda, ma piuttosto di fare spazio nella nostra vita a tutto il bene che possiamo operare, spogliandoci di ciò che ci isola, ci chiude e ci paralizza. Quaresima è il tempo della compassione per dire con il salmista: “Rendici [, Signore,] la gioia della tua salvezza, sostienici con uno spirito generoso”, affinché con la nostra vita proclamiamo la tua lode (cfr Sal 51,14), e la nostra polvere – per la forza del tuo soffio di vita – si trasformi in “polvere innamorata”.

Partendo da queste parole ci sentiamo di condividere e far conoscere la scelta di una comunità della diocesi che ha aperto le porte delle loro case, per il pranzo domenicale, a dei ragazzi rifugiati (ospiti di una cooperativa) ed il parroco ha ospitato una intera famiglia a pranzo.

Non conta che non conoscano la nostra Pasqua, il nostro credo, ha voluto essere semplicemente una opportunità di incontro che ha dato in dono momenti di felicità a tanti ragazzi.

Cosa possiamo cogliere per noi da questi gesti?,                                                                                          cosa si è trasmesso, silenziosamente, a questi ragazzi, a quella famiglia?

Preparare la Pasqua è per noi un prepararci a risorgere con Cristo, ma non si può risorgere se prima non si è morti a se stessi, ai propri piccoli egoismi fatti di tante comodità… di tranquillità.

Mettersi in gioco accogliendo il “diverso”, il povero di tutto, può aiutarci a vivere ciò che il Signore ci chiede in questo periodo particolare del nostro cammino di fede.

Abbiamo bisogno di diventare testimoni e trasmettitori dell’Amore di Dio, che noi proviamo a vivere tutti i giorni, soprattutto attraverso le opere, i gesti concreti, le piccole azioni che aiutano a generare una speranza e allontanano i sentimenti di solitudine, la tristezza, e l’angoscia di un futuro incerto.

Pasqua ci fa rivivere la speranza.

E’ la celebrazione di questa certezza , come diceva Papa Francesco omelia Notte Santa 2016:

“…il Signore «non è qui, è risorto!» (v. 6); Egli è la nostra gioia più grande, è sempre al nostro fianco e non ci deluderà mai.                                                                                                                                      Questo è il fondamento della speranza, che non è semplice ottimismo, e nemmeno un atteggiamento psicologico o un buon invito a farsi coraggio. La speranza cristiana è un dono che Dio ci fa, se usciamo da noi stessi e ci apriamo a Lui. Questa speranza non delude perché lo Spirito Santo è stato effuso nei nostri cuori (cfr Rm 5,5). Il Consolatore non fa apparire tutto bello, non elimina il male con la bacchetta magica, ma infonde la vera forza della vita, che non è l’assenza di problemi, ma la certezza di essere amati e perdonati sempre da Cristo, che per noi ha vinto il peccato, ha vinto la morte, ha vinto la paura. Oggi è la festa della nostra speranza, la celebrazione di questa certezza: niente e nessuno potranno mai separarci dal suo amore (cfr Rm 8,39).”

Ognuno di noi può decidere di donare un pranzo a questi ragazzi, aiutandoli a sentire il calore di una casa e ad avere in cuore una nuova speranza……

Carlo e Gabriella