Tu gradisci la sincerità del mio intimo, nel segreto del cuore mi insegni la sapienza. (dal Salmo 50)

La sapienza che Lui c’insegna abita nel nostro quotidiano

Donatella ci ha raccontato : “Ero stanca del mio lavoro, soprattutto da quando mi hanno affidato il servizio dalle 13,00 alle 19,00. Ogni pomeriggio da sola, a pulire 150 banchi, 6 aule, 10 bagni, un grande atrio, la palestra, lunghi corridoi e qualche volta anche il cortile.
Mi lamentavo di continuo e discutevo con la direzione e le altre colleghe. Seminavo vento…..
Avevo paura d’inciampare nel malcontento, nella divisione, nel pettegolezzo, …. insomma in quella nebbia sottile dell’anima che m’impedisce di capire e che mi stordisce il cuore. E poi mi ha sempre fatto paura il demone dell’abitudine…
Quando Roberta alcuni mesi fa mi ha confidato le sue pesanti preoccupazioni e mi ha chiesto di ricordarla in modo speciale, mi ritrovai nel pomeriggio a pensarla, col desiderio di poterla aiutare e mi è venuta in cuore l’idea di “dedicarle” i 150 banchi, della mia vecchia scuola elementare, che m’accingevo a pulire.
Sì, ho cercato di pulirli tutti bene, trasformando quei gesti umili in dono nascosto e silenzioso riservato solo a Roberta.
Da quel pomeriggio ho adottato una nuova e segreta “abitudine”: ogni giorno al lavoro “dedico” ora i banchi, ora i pavimenti, ora i vetri ….a chi ha bisogno d’aiuto, a chi mi sta a cuore, a chi ho appena incontrato, a chi è lontano e non vedo da tempo, a chi mi chiede una preghiera…..

Come in un buon rapporto di coppia l’amore va coltivato nei piccoli gesti, così la sapienza del cuore, che Lui c’insegna, abita nel nostro quotidiano che instancabilmente possiamo ricalibrare e orientare….

Il segreto è lasciar spazio alla Sua Sapienza… anche in questo tempo di vacanza!
 
 
SIGNORE DEL MIO CUORE

Cerco te
dolcissimo mio Signore
pellegrino nelle luci e ombre
della mia storia.
Vorrei incontrarti
in questo lembo di cielo
che avvolge il mio sguardo.
E il mio canto non s’arresta
a cercare dove riposano i tuoi occhi.
Disegni carezze
sulle miserie dei miei giorni,
il mio viaggio governi
in luminosa pazienza.
La tua sapienza
è accasata nel mio cuore
rannicchiata
al tepore d’ogni respiro.
La testa appoggi
sulla mia spalla
e ti lasci amare.

ADALGISA e GIUSEPPE